Circ. 30 dicembre 2014 n. 31/E – Chiarimenti sul Decreto Semplificazioni

L’Agenzia delle Entrate ha emesso questa circolare che contiene i chiarimenti sul Decreto Semplificazioni. Il documento tratta i seguenti argomenti:

1.    Semplificazioni inerenti le persone fisiche:

a.    Addizionali comunale e regionale all’IRPEF: è stata adeguata la data rilevante per la verifica del domicilio fiscale dell’addizionale regionale a quella prevista per l’addizionale comunale. Già dalla dichiarazione 2015, pertanto, sarà necessario indicare il domicilio al 1° gennaio 2014 e non più al 31 dicembre. L’acconto dell’addizionale comunale, inoltre, già dal 2015 sarà calcolato con la stessa aliquota deliberata per l’anno precedente (2014) e, quindi, eventuali deliberazioni comunali relative alle aliquote per il 2015 troveranno applicazione solo nel calcolo del saldo.

b.    Spese di vitto e alloggio dei professionisti: le somministrazioni e le spese di vitto e alloggio effettuate a partire dal 1° gennaio 2015, sostenute direttamente dal committente, non costituiranno compensi in natura per il professionista, che non dovrà più addebitarle in parcella e, pertanto, non potrà più dedurle quali oneri dal reddito. Il committente, invece, potrà dedurre direttamente il costo secondo le regole della propria categoria di reddito, per altro senza soggiacere al limite di deducibilità del 75%, per le spese usufruite dal professionista (purché dai documenti fiscali risultino gli estremi del professionista che ne ha fruito). L’Agenzia ha, inoltre, puntualizzato che tali previsioni si applicano anche per il lavoro autonomo non abituale, ma che non trovano applicazione per le prestazioni e somministrazioni acquistate dal lavoratore autonomo e poi analiticamente addebitate in fattura al committente, né nell’ipotesi di prestazioni diverse, quali ad esempio le spese di trasporto, ancorché acquistate direttamente dal committente.

c.    Dichiarazione di successione: per i rimborsi fiscali non ancora riscossi alla data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni (13.12.2014), non sussiste più l’obbligo di presentare dichiarazione integrativa di successione quando l’erogazione avviene dopo la presentazione della dichiarazione di successione originaria. Dalla stessa data, anche per le successioni già aperte, inoltre, sono stati ampliati i casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione quando:

i.     il valore dell’attivo ereditario non supera 100.000 euro (nuovo limite);

ii.     l’eredità sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta;

iii.     non cadano in successione beni immobili o diritti reali immobiliari.

d.    Riqualificazione energetica degli edifici: per i lavori pluriennali viene abrogato l’obbligo di comunicare alle Entrate i lavori finalizzati al risparmio energetico che proseguono per più periodi di imposta.

2.    Semplificazioni per le società:

a.    Opzioni: le comunicazioni di esercizio delle opzioni, che trovano applicazione già a partire dalla presentazione del Modello Unico 2015, prevedono che l’esercizio dell’opzione debba essere effettuato “con la dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione”. Tale modifica incide sulle opzioni per:

i.     trasparenza fiscale;

ii.     consolidato nazionale;

iii.     tonnage tax;

iv.     Irap (da parte di società di persone e imprenditori individuali, per la determinazione della base imponibile Irap secondo le modalità proprie delle società di capitali).

b.    Modelli dichiarativi e versamenti delle società di persone che hanno posto in essere operazioni straordinarie: così come le società di capitali, anche tali soggetti, a partire dal 2015, in caso di periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, devono utilizzare i modelli dichiarativi approvati nel corso dello stesso anno nel quale si chiude il periodo d’imposta e dovranno versare il saldo dovuto per la dichiarazione dei redditi e quella IRAP entro il 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.

c.    Società in perdita sistematica: a partire già dall’esercizio 2014, il periodo di osservazione per le società in perdita sistematica è di cinque esercizi; pertanto, per essere in perdita sistematica nel 2014, una società dovrà aver conseguito perdite fiscali per i precedenti cinque periodi d’imposta (ossia dal 2009 al 2013) ovvero per quattro periodi e, per uno, aver conseguito un reddito imponibile inferiore al reddito minimo.

d.    Comunicazioni Black List: per le comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi black list viene ribadita la nuova cadenza annuale, al superamento della soglia di 10.000 euro. L’Agenzia precisa che tale limite deve riferirsi al limite complessivo annuo e non per singola operazione.

e.    Intrastat servizi: la riduzione del contenuto degli elenchi Intrastat servizi, in un tentativo di adeguamento agli standard degli altri Stati europei, ha portato all’eliminazione dell’obbligo di indicare il numero e la data della fattura, le modalità di incasso o pagamento dei corrispettivi e di erogazione del servizio, a decorrere dalla data prevista in un Provvedimento che, però, deve ancora essere pubblicato.

 

3.    Semplificazioni di coordinamento normativo:

a.    Note di credito: viene chiarita l’estensione della facoltà di emissione di note di variazione IVA senza limiti temporali per crediti non riscossi, anche a seguito di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis Legge Fallimentare omologati, ovvero di piani attestati ex art. 67, comma 3, lett. d) Legge Fallimentare pubblicati nel registro delle imprese.

b.    Prima casa: si segnala l’adeguamento della definizione di “prima casa”, per cui, per usufruire della agevolazione, anche in caso di applicazione dell’IVA (4%), così come per l’imposta di registro, deve trattarsi di abitazioni, anche in corso di costruzione, classificate o classificabili in categorie catastali diverse da A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville), A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici). Viene, inoltre, precisato che, a decorrere dall’entrata in vigore del “decreto semplificazioni”, nell’atto di trasferimento o di costituzione del diritto reale sull’abitazione, va dichiarata la classificazione o la classificabilità catastale dell’immobile, con possibilità di rettificare l’applicazione delle imposte versate sugli acconti, in caso di errata qualificazione dell’immobile in sede di stipula del preliminare. La circolare specifica, inoltre, che sono da considerarsi superate la definizione di “abitazione di lusso” e di fabbricati “Tupini”, ai fini dell’applicazione dell’Iva, in quanto in ogni caso alle cessioni di abitazioni diverse dalla “prima casa” viene applicata l’aliquota del 10%.

3 aprile 2015
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